MERCATO ELETTRICO, I DATI DI OTTOBRE

Ad ottobre la salita del PUN, il prezzo unico nazionale sul mercato elettrico del giorno prima, è rallentata rispetto a settembre,ma, con una media di 73,93 €/MWh si è registrato comunque il secondo valore più alto da ottobre 2012, in crescita di 19,28 €/MWh rispetto al 2017 (+35,3%).

In un contesto europeo contraddistinto da quotazioni in significativa ripresa (su base annua: Francia +32%, Germania +88%), le dinamiche del PUN risultano sostenute dagli andamenti registrati dal prezzo di riferimento gas (PSV: 27,38 €/MWh) e dagli acquisti nazionali, entrambi in forte crescita sul 2017 (rispettivamente +40,9% e +4,1%) e in modesto ripiegamento rispetto a settembre (-7,5% e -2,3%), mentre in Italia pesano anche restringimenti sui limiti dei transiti sia peninsulari che di interconnessione con le isole.
Il confronto annuale del PUN per gruppi di ore mostra dinamiche simili nelle ore di picco e in quelle fuori picco, con prezzi pari rispettivamente a 82,07 €/MWh (+19,41 €/MWh; +31,0%) ed a 69,15 €/MWh (+18,88 €/MWh; +37,6%), con il rapporto picco/ baseload stabile a 1,11 (-0,04).

Su base zonale i prezzi mostrano tendenze analoghe al PUN, attestandosi tra i 68,05 €/MWh del Sud ed i 75,26 €/MWh del Nord e Centro Nord. In particolare nelle zone peninsulari e in Sardegna si osserva un consistente aumento su base annua (oltre il 37%) ed una flessione rispetto al mese precedente, risultata più marcata al centro-meridione (-4/-5%) che al Nord e Centro Nord (-2%).

Su base mensile il minor calo registrato nelle zone settentrionali appare riconducibile ad una riduzione delle importazioni dalle frontiere francese ed elvetica, concentrata in particolare nella seconda metà del mese in presenza di rialzi dei prezzi esteri limitrofi, alle minori vendite da impianti a fonte rinnovabile idraulica (complessivamente -900 MWh medi orari) e a restringimenti sui transiti interni al continente.

Dinamiche ribassiste rispetto ai due riferimenti temporali si osservano, invece, per la Sicilia: significativo soprattutto il calo del prezzo dell’isola rispetto a settembre (-12%), in virtù principalmente del ripristino per buona parte del mese del livello ordinario del transito con Rossano.

In termini di volumi, l’energia elettrica scambiata nel Sistema Italia, pari a 24,6 TWh, registra ancora una crescita rispetto al 2017 (+3,3%), ma un calo su settembre (-2,3%). I volumi transitati nella borsa elettrica, pari a 17,7 TWh, aumentano del 6,3%, sostenuti, anche questo mese, lato offerta dalle più elevate vendite degli operatori non istituzionali e lato domanda da maggiori acquisti nazionali, nonché da un accresciuto sbilanciamento a programma nei conti energia in immissione.

Arretrano invece le movimentazioni over the counter, registrate sulla PCE e nominate su MGP, pari a 6,9 TWh (-3,6%) (Tabelle 2 e 3). In conseguenza di tali dinamiche, la liquidità del mercato si riporta al 72,0%, guadagnando 2,3 e 2 punti percentuali rispettivamente su base mensile e annuale.

Ripiegano dai livelli molto alti di settembre gli acquisti nazionali, pari a 24,4 TWh, che mostrano tuttavia ancora una forte ripresa su base annua (+4,1% sul 2017) estesa con intensità differente a tutte le zone.

In calo gli acquisti esteri (esportazioni), pari a 0,2 TWh (-41,8%), che mostrano tuttavia segnali di ripresa nella seconda parte del mese. Su base annua la più elevata domanda è stata sostenuta principalmente dalle maggiori vendite delle zone Nord (+1,5%), Sud (+20,8%) e Sardegna (+10,8%) e da maggiori importazioni di energia dall’estero, pari a 4,3 TWh (+7,7%).

In termini di fonti, le più elevate vendite nazionali si sono concentrate sugli impianti rinnovabili (+10,2%), principalmente quelli a fonte idraulica ed eolica.

In lieve calo, invece, le vendite degli impianti a fonte tradizionale, trainate dalla pesante riduzione di quelli a carbone, registrata esclusivamente nel Centro Sud (-35%), che ha di fatto annullato il lieve incremento registrato sugli altri impianti termici.

articolo: Qualenergia.it 16/11/2018